EditoriAle: Lazio, sei Dott.Jeckyll o Mr.Hyde?

L’inizio dell’anno solare ci ha regalato in appena due incontri una Lazio dai due volti completamente opposti. La squadra biancoceleste sembra rispecchiare lo strano caso di Dott.Jeckyll e Mr.Hyde, il racconto dello scrittore scozzese Stevenson che narra della doppia personalità del protagonista. Quella bruttissima del match dell’Epifania contro il Carpi o quella meravigliosa in grado di espugnare l’Artemio Franchi di Firenze? Quale sia la vera Lazio ancora non è molto chiaro, considerando anche l’ultimo spezzone di 2015 in cui la squadra è riuscita a battere a domicilio l’allora capolista Inter dopo aver pareggiato in casa con squadre di caratura nettamente inferiore come Palermo e Sampdoria.

Nel match di mercoledì scorso l’undici di Pioli non è mai riuscito a mettere in seria difficoltà il Carpi che grazie a un atteggiamento molto accorto ha raggiunto l’obiettivo di portare via un punto dall’Olimpico. La Lazio non è stata in grado nel corso dell’incontro d’impensierire il portiere avversario Belec, nonostante il netto dominio dell’incontro con il possesso palla sempre in mano in biancocelesti: una gestione della sfera che però è risultata sterile ai fini del risultato. Candreva e Felipe Anderson sono riusciti in pochissime occasioni a saltare l’uomo e arrivare al tiro mentre Matri è incappato in una giornata no, non riuscendo a eludere la stretta sorveglianza dei difensori biancorossi. Ma al di là del reparto avanzato, il vero problema della squadra è apparso un centrocampo che non è riuscito mai a velocizzare una manovra molto lenta e prevedibile: Onazi non ha le caratteristiche per impostare l’azione mentre Cataldi sta in parte deludendo le aspettative con prestazioni molto spesso insufficienti. “Siamo molto rammaricati – ha dichiarato Pioli al termine dell’incontro – Abbiamo buttato via una grossa occasione!”. Senza peli sulla lingua il tecnico di Parma è consapevole che la propria squadra ha perso per strada molti punti contro squadre medio-piccole, allontanandosi dalla vetta della classifica.

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Ma la prima partita dell’anno ha confermato, o perlomeno dimostrato, ancora una volta l’imprescindibilità di Lucas Biglia in questa squadra. L’assenza del centrocampista argentino si è fatta assolutamente sentire: egli rappresenta l’anima dei biancocelesti, la fonte di gioco, e la sua presenza è in grado di far girare completamente la squadra. “Non parlo di mercato – ha replicato Biglia nella zona mista di Firenze alle voci che lo vedono lontano dalla Lazio già a gennaio – Non ci penso perché resto qui”. Una notizia che è stata accolta con enorme piacere da tutto l’ambiente laziale, che ha apprezzato l’attaccamento del calciatore albiceleste alla maglia della prima squadra della Capitale.

E se all’Epifania la Lazio ha steccato la prima uscita dell’anno, nel giorno del suo 116° compleanno non poteva di certo sbagliare. Accompagnata da più di 2000 biancocelesti arrivati da Roma, la squadra di Pioli si è dimostrata cinica e matura, riuscendo a capitalizzare le occasioni create e soprattutto reggendo l’urto offensivo della formazione di casa. Una vittoria che davvero in pochi avrebbero pronosticato arrivata grazie al carattere di una squadra che va a corrente alterna. Quella di Firenze è sicuramente la vittoria dei giovani rampolli biancocelesti, accompagnati dall’esperienza di calciatori come Candreva, Biglia e Radu. Keita, Felipe Anderson e Milinkovic (insieme ad un ottimo Hoedt) rappresentano il futuro della Lazio: le tre reti portano la loro firma e impreziosiscono una prestazione d’altissimo livello. Le tre stelline biancocelesti brillano al pari di tutta la squadra, per un’ottima prova generale. Berisha rovina un’ottima prestazione con un intervento molto goffo sulla conclusione di Roncaglia, una ‘papera’ che rianima. seppur per pochi istanti prima della rete di Felipe Anderson, il popolo viola. Davanti al portiere albanese Mauricio e Hoedt se la cavano con mestiere e un’ammonizione sul groppone fino alla fine sulle spalle, mentre Konko e Radu sembrano essere tornati quelli d’un tempo. Biglia è sicuramente il migliore tra i biancocelesti con grinta e tantissima qualità, assistito dai polmoni di Parolo e Milinkovic-Savic. Il serbo dimostra di aver un grande carattere esultando, forse in modo fin troppo provocatorio, davanti a quelli che potevano essere i suoi tifosi. In avanti Keita si trasforma da colui che cambia le partite in corso a quello decisivo anche nell’undici titolare, mentre Candreva si traveste da assist-man e dimostra di aver raggiunto un’importante maturità calcistica. Buona anche la prova di Djordjevic, impreziosita dall’assist a Keita in occasione della prima rete, così come quelle di Felipe Anderson, Braahfeid e Matri, che sciupa un’occasione clamorosa. “La partita della svolta è sempre la prossima” ha sentenziato Pioli nel post-partita. Il Bologna di Donadoni sarà un ottimo banco di prova per i biancocelesti, che domenica prossima raggiungeranno il Dall’Ara per il primo turno del girone di ritorno.

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La vittoria di Firenze non cancella però la deludente annata dei biancocelesti, lontani 7 lunghezze dalla zona europea. Nulla è perduto a un girone esatto dal termine del campionato, ma per tornare a lottare ai vertici serve un cambio di passo e soprattutto continuità di risultati. Attualmente, se l’ottima prestazione di 2 giorni fa ha riportato il sorriso in casa biancoceleste non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda il mercato. L’acquisto a parametro zero di Bisevac ha deluso molto le aspettative, in attesa dell’arrivo di un altro centrale. I nomi caldi sono quelli di Vermaelen e Cabral, due che garantirebbero esperienza e affidabilità in attesa del recupero di De Vrij. In avanti, Tare è pronto ad ascoltare eventuali proposte per Felipe Anderson e Candreva, con il brasiliano che sembra essere a un passo dal Manchester United. Van Gaal, nell’ultima intervista rilasciata proprio ieri, ha escluso l’acquisto del giocatore verdeoro confermando Mata. Mossa per far abbassare le richieste dei biancocelesti? In caso di partenza di Anderson, Tare ha già pronto il suo sostituto: Geuvanio, ala classe 1992 del Santos che in questa stagione ha collezionato 9 reti in 11 presenze. A 20 giorni dalla chiusura, il mercato di riparazione entra nel vivo. Chissà che il gioco di non vendere i propri gioielli non possa valere la candela, cioè un mercato chiuso il 5 gennaio con l’arrivo di Bisevac…

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