EditoriAle: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Tre indizi fanno una prova. E le prime tre partite del 2016 ci hanno confermato una Lazio dalla doppia personalità, capace contro qualunque avversario di compiere grandi imprese e clamorose debacle. La partita di Bologna è la sintesi perfetta dell’irrazionalità calcistica biancoceleste, con un secondo tempo di carattere dopo una prima frazione in cui gli uomini di Stefano Pioli hanno subito costantemente l’iniziativa dei padroni di casa. Una differenza troppo netta tra i due tempi di gioco che il parmense dovrà cercare di risolvere. Fondamentali le sostituzioni all’intervallo, con Parolo e Djordjevic lasciati negli spogliatoi per far posto alla coppia Lulic-Klose, decisiva per il 2-2 finale.

Il primo tempo è un vero e proprio monologo rossoblù: dopo appena 80 secondi Emanuele Giaccherini disegna una straordinaria traiettoria che va a finire sotto l’angolino alla sinistra di Berisha, mentre 8 minuti più tardi Destro raddoppia con un tocco vincente da pochi passi. Inerme la difesa della Lazio, protagonista ancora una volta di una prova assai negativa. Hoedt gioca la peggior partita, dopo il disastro di Napoli, da quando è approdato a Formello. L’olandese soffre molto la capacità di Destro di muoversi negli spazi commettendo molti errori in fase di chiusura, come nell’occasione del secondo gol rossoblù. Inoltre il giovane centrale non riesce a trasmettere sicurezza ai suoi compagni, con distrazione anche in fase di impostazione. Accanto a lui Mauricio mostra ancora una volta tutte le sue lacune: l’ennesima prestazione insufficiente che la società dovrebbe valutare attentamente in ottica futura. Nel periodo in cui ha vestito la maglia della Lazio, il brasiliano ha dimostrato di non essere un giocatore adatto a questa squadra con gravi cali di tensione e il cartellino facile, che ha costretto molto spesso all’inferiorità numerica. Perchè non far esordire il nuovo acquisto Milan Bisevac per far rifiatare uno dei due? Ai lati dei due centrali, Konko e Radu se la cavano, seppur con qualche patema in fase difensiva. Biglia è il solito metronomo, mentre Milinkovic-Savic conferma i progressi di Firenze con un’altra bella prova. Il serbo gioca a tutto campo, recupera molti palloni e riesce a creare occasioni con movimenti negli spazi vuoti. In avanti Keita è l’uomo in più tra i biancocelesti, riuscendo a saltare l’uomo ed essere sempre pericoloso. L’ispano-senegalese crea scompiglio nella difesa bolognese, meritando gli applausi dei supporters giunti fino al ‘Renato Dall’Ara‘ nonostante le restrizioni del Casms e controlli severissimi, mentre il suo compagno di reparto Antonio Candreva delude con una prestazione sottotono: l’ala di Tor de’ Cenci sbaglia molti cross, non riuscendo mai a servire i propri compagni pronti a battere a rete in area di rigore. Il numero 87 guadagna la sufficienza grazie al cucchiaio che riapre l’incontro e dà il via alla rimonta biancoceleste. Come dicevamo, risultano fondamentali i cambi. Senad Lulic è l’arma in più: recupera molti palloni e spinge sulla fascia sinistra, combinando benissimo con Keita. E’ suo l’assist per Miro Klose in occasione del calcio di rigore, mentre è proprio il tedesco ad andare via sulla destra e restituire il favore al classe 1986, che si fa trovare pronto a rimorchio e con il destro batte Mirante. Lulic castiga il Bologna, ma non solo: nella zona mista il bosniaco, che proprio oggi compie 30 anni, torna sul vergognoso striscione romanista di Torino. “Evidentemente ancora non gli è passata. La ricrescita c’è, ma per loro non c’è rivincita”. Proprio come in quel 26 maggio 2013, l’esterno di Mostar rimette il dito in una piaga insanabile.

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Nel capoluogo emiliano i biancocelesti conquistano il quinto risultato utile consecutive, con la distanza dalla zona europea rimasta invariata dopo il pari della Roma contro il fanalino di coda Hellas Verona. Un pari che ha due facce anche a livello statistico: quella contro i rossoblù è solamente la 7 rimonta su 24 da quando Pioli siede sulla panchina biancoceleste, mentre analizzando l’approccio della squadra si nota che questa squadra è andata in svantaggio nel primo tempo ben 10 volte in 20 partite di campionato in stagione. Un dato allarmante che deve far riflettere in vista del finale di stagione. “L’obiettivo minimo è l’Europa” ha dichiarato Lulic a fine partita: risulta però necessario un cambio di passo con un filotto di vittorie per tornare a calcare il palcoscenico europeo.

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