EditoriAle: campionato finito con 3 mesi di anticipo, Tare continua a prendere in giro i tifosi

Una Lazio senza idee, senza gioco, senza personalità. Il ventiseiesimo turno di campionato si conclude con l’ennesima prova scadente della stagione biancoceleste. Al Comunale “Matusa” di Frosinone, i padroni di casa e la squadra guidata da un confuso Stefano Pioli non si fanno male, dividendosi la posta in palio grazie al pari a reti inviolate. La Lazio perde dunque l’ulteriore occasione di prova a rientrare in corsa per un posto nella prossima Europa League: proprio la coppa sembra essere rimasto l’unico obiettivo stagionale dei biancocelesti, costretti in campionato a lottare con piccole realtà come Sassuolo ed Empoli per il settimo posto. Si, proprio il settimo, in una stagione che era partita con l’entusiasmo alle stelle per il terzo posto della scorsa stagione ma che oramai si avvia verso la conclusione con tre mesi d’anticipo e tanti rimpianti: una situazione vista e rivista nella gestione Lotito, in cui la gestione scellerata della dirigenza ha portato la Lazio a navigare costantemente nel limbo della mediocrità.

Come dicevamo, l’Europa League resta l’ultimo obiettivo da provare a conquistare. L’andata sul difficile campo della Turk Telekom Arena di Istanbul ha lasciato sensazioni positive, evidenziando ancora una volta la doppia personalità di una Lazio che paradossalmente mostra il suo volto migliore in campo internazionale mentre soffre in campionato. Una differenza fin troppo chiara che ha come soluzione al problema il diverso atteggiamento degli avversari: se infatti in Europa tutte le squadre sono abituate a giocare a viso aperto, proprio come successo contro il Frosinone in campionato sono ben poche quelle che adottano questa mentalità, preferendo aspettare la Lazio per poi ripartire. In questa situazione la squadra biancoceleste ha dimostrato di non riuscire a infrangere il muro degli avversari, nonostante l’estro dei tanti calciatori in rosa come Keita, Candreva, Kishna e Felipe Anderson. La formazione di Pioli dimostra dunque tutte le lacune che nel mercato estivo, ma anche in quello di riparazione, la società ha cercato di coprire non con acquisti mirati ma con le solite bugie su bugie che contraddistinguono questa gesione, prendendo letteralmente in giro tutto il popolo biancoceleste. E così, la squadra “difficilmente migliorabile” conquista un misero punto sul campo del tanto chiacchierato Frosinone (la cui promozione la scorsa stagione rappresentava secondo Lotito un problema per la Serie A), abbandonando definitivamente tutti i sogni di gloria. Quella speranza ridotta a un misero posto nei preliminari di Europa League che ormai sembra irraggiungibile. “Non è questione di responsabilità della società o del mister – ha dichiarato il direttore sportivo Tare al termine dell’incontro – ma è che in questa stagione sono successe tante cose. A partire dagli infortunati. Non abbiamo mai giocato con gli 11 titolari. Poi le aspettative da parte di tutti, sono state un ostacolo per la continuità di risultati. Detto questo, la stagione non è finita”. Una dichiarazione che non merita di essere commentata per il suo contenuto offensivo nei confronti di un popolo intelligente come quello laziale.

Leggi anche:   PROBABILI FORMAZIONI 16^ GIORNATA

Non è sicuramente esente da colpe il tecnico Stefano Pioli: il parmense continua infatti a effettuare scelte alquanto discutibili, con il caso Candreva che sembra essere sempre più spinoso. Il rapporto tra il tecnico e il trequartista di Tor de’ Cenci sembra ai minimi storici, con la prestazione del calciatore che ha lasciato davvero a desiderare e un addio a fine stagione sempre più probabile. Inspiegabili le scelte di far giocare Mauri e inutile Djorjdevic al posto di Keita e Matri, lasciato in panchina per giovedì. Anche Parolo è sembrato molto stanco sbagliando troppi passaggi. Ma oltre alle scelte tecniche, all’allenatore ex Parma e Bologna viene imputato di aver assecondato le decisioni societarie in sede di mercato, gettando alle ortiche tutto il lavoro straordinario fatto la scorsa stagione. Le strade del tecnico e la società sembrano destinate a dividersi, con Tare che pare abbia già effettuato sondaggi per Di Francesco e Juric: due profili emergenti pronti a loro volta ad assecondare le decisioni low-cost di questa società pur di sedersi sulla prestigiosa panchina della Lazio. L’ennesima scena di un film già visto e rivisto.

Leggi anche:   Cagliari - Lazio affidata a Maresca: i precedenti