EditoriAle: ‘all-in’ sull’Europa League, contro l’Hellas vittoria per “pochi intimi”…

La Lazio torna a conquistare i 3 punti in campionato. In un Olimpico per “pochi intimi” la formazione biancocelesti riesce a superare il fanalino di coda Hellas Verona con il risultato di 5 a 2, provando a tornare in corsa per l’Europa. Un punteggio nettissimo che risulta in parte bugiardo per quanto visto in campo: nella prima parte del match infatti, nonostante il dominio laziale in termini di possesso palla e tiri in porta, le occasioni più nitide capitano sui piedi degli attaccanti scaligeri Toni e Pazzini, che sprecano due ghiottissime chance di portare i veneti in vantaggio. La Lazio ringrazia e a cavallo tra il primo ed il secondo tempo non perdona punendo i gialloblù con le reti di Matri, Mauri e un ritrovato Felipe Anderson. Dopo il 3 a 0, l’inerzia dell’incontro cambia nuovamente con i gol di Greco e Toni che rimettono in carreggiata gli ospiti; i veronesi rischiano addirittura di pareggiare prima del definitivo pokerissimo firmato dai subentrati Keita e Candreva. Dunque emozioni a non finire nell’inusuale giovedì di campionato, match anticipato per lasciar spazio alla Nazionale azzurra di rugby nel match contro la rappresentativa inglese. Pioli riesce a salvare la sua panchina ma non si può di certo affermare che la squadra abbia convinto. Infatti proprio la formazione “difficilmente migliorabile” soffre contro l’ultima della classe, rischiando di subire il pareggio dopo essere stata avanti di 3 reti. Questa volta la fortuna assiste i biancocelesti, che riescono a conquistare la decima vittoria stagionale in campionato. Nonostante il rientro di Biglia la squadra continua a non girare; un segnale davvero poco confortante in vista della prima delle due sfide in cui Lazio e Galatasaray si contenderanno il posto agli ottavi di finale di Europa League. Nella gara d’andata potrebbe essere confermato nell’undici di partenza Felipe Anderson, apparso a sprazzi quello devastante della scorsa stagione. Proprio da lui sono finalmente arrivati giovedì sera segnali incoraggianti, insieme a un Cataldi in splendida forma e alla vena realizzativa di Alessandro Matri, il vero centravanti di questa squadra, molto spesso inspiegabilmente accantonato da Pioli per lasciar posto a Djordjevic.

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Come dicevamo, la Lazio scenderà in campo giovedì prossimo nel match d’andata di Europa League nell’inferno della Turk Telekom Arena, la casa del Galatasaray. Per i biancocelesti il doppio confronti con i turchi rappresenta la chiave di volta di una stagione da archiviare per quanto riguarda il campionato già nel mese di gennaio: la squadra di Pioli riuscirà a proseguire il cammino europeo per provare a vincere la competizione e qualificarsi alla prossima Champions League? Un’impresa quasi impossibile, considerando il valore degli avversari e soprattutto la mediocrità dell’organico biancoceleste, conseguenza di una gestione societaria superba e non votata al bene della Lazio. Intanto proprio Igli Tare è stato beccato per la seconda volta nel giro di due settimane mentre ‘riposava comodamente‘ sulle tribune durante un match della Lazio. Come proverà a smentire questa volta le immagini che le immortalano mentre si ‘rilassa candidamente’ sulla poltroncina dell’Olimpico?

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Nel frattempo continua la mobilitazione dei tifosi biancocelesti contro la dirigenza. I 27 paganti in Curva Maestrelli di giovedì sera rappresentano chiaramente la volontà dei laziali di isolare questa gestione. Sui social network è partita la caccia al nuovo presidente biancoceleste, in grado di poter sostituire la disastrosa gestione attuale. Come già riportato dal nostro sito è infatti nata su Facebook l’idea “Mark Zuckerberg presidente della Lazio”. Una sorta di proposta dei laziali nei confronti dell’inventore del portale di prelevare la società biancoceleste e riportarla ai vertici del calcio italiano e internazionale. Un’idea che però divide il popolo laziale: da una parte coloro che sarebbero favorevoli a un qualsiasi ‘mecenate’ pronto ad acquistare la società, dall’altra quelli che vogliono un presidente lazialissimo in stile Cragnotti. Due linee di pensiero che si incontrano in un’unica direzione: quella di unirsi per mandar via definitivamente Lotito e tornare a volare, lontano dal perenne limbo della mediocrità, diventato un marchio di fabbrica di questa gestione.

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