EditoriAle: Lazio, devi cambiare approccio! A gennaio l’ennesimo mercato insufficiente…

Dopo poco meno di tre mesi, la Lazio torna a vincere all’Olimpico. Verrebbe da dire “davanti i propri tifosi”; in realtà è una vittoria per pochi intimi, presenti ieri allo stadio nonostante le proteste contro il Prefetto Gabrielli e la società. Il match di ieri infatti rappresenta forse il minimo storico della gestione Lotito, con un numero di spettatori paganti davvero esiguo. Un dato che forse non preoccupa la dirigenza, considerando l’immobilità sul mercato.

La Lazio festeggia il nono successo stagionale, battendo il Chievo e superando la soglia dei 30 punti in classifica. Continua dunque la rincorsa al 5° posto, piazza che garantirebbe il pass ai preliminari dell’Europa League nella prossima stagione. Quello di ieri, esattamente il 21°, è stato un turno molto positivo per i biancocelesti che vincendo approfittano del pari tra Milan ed Empoli e i passi falsi di Sassuolo e Roma per recuperare terreno e portarsi a 4 punti proprio dai rivali storici. Una distanza che non è da considerarsi incolmabile alla luce delle 17 giornate dal termine del campionato, anche se gli uomini di Pioli dovranno continuare a inanellare risultati positivi se vorranno davvero conquistare la partecipazione alle competizioni europee l’anno prossimo.

Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Juventus l’undici biancoceleste riscatta contro il Chievo Verona, seppur parzialmente, l’ennesima delusione stagionale. L’uscita dalla coppa nazionale non può che mandare sul banco degli imputati il tecnico Stefano Pioli: l’ex di Chievo e Bologna ha infatti fallito tutte le partite decisive, eccezion fatta per la sfida di Napoli dello scorso 31 maggio vinta grazie al rigore sbagliato da Higuain, non riuscendo a far compiere alla Lazio il definitivo salto di qualità. Nonostante il gioco e la mentalità che il parmense è riuscito a dare a questa squadra, Pioli ha dimostrato di non avere le qualità da grande allenatore perdendo partite da dentro o fuori dal valore specifico molto elevato come il derby di ritorno della scorsa stagione, il preliminare di Champions League in casa del Bayer Leverkusen e la doppia sfida di Coppa Italia contro la Juventus: stiamo parlando della finale della scorsa edizione e del match di mercoledì scorso. Quest’ultimo è stato un incontro giocato quasi alla pari, dove però alcune scelte discutibili dell’allenatore e la fame agonistica del sodalizio bianconero hanno permesso ai torinesi di uscire vincitori dal terreno di gioco.

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Ma tornando all’incontro di campionato contro il Chievo, la Lazio continua a mostrare la doppia personalità, proprio come capitato a Bologna e in molti match di questa stagione. Dopo un primo tempo sottotono, la squadra si è svegliata nella ripresa quando, complice l’espulsione del difensore clivense Cesar, riesce a domare l’avversario e portare a casa 3 punti. Un approccio sbagliato che è diventato un marchio di fabbrica in casa biancoceleste. Un situazione alla quale Pioli dovrà lavorare se vorrà davvero raggiungere un piazzamento europeo. Com’è possibile partire sempre con l’handicap dello svantaggio?! Dando uno sguardo alle statistiche si può notare che la Lazio, nonostante sia la squadra che ha messo ha segno più gol nell’ultima mezz’ora di gioco, detiene il record negativo di reti subite nel primo quarto d’ora del match tra le 20 squadre del campionato italiano di Serie A. Un primato di cui non vantarsi.

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Per quanto riguarda i calciatori biancocelesti, Candreva è tornato a essere il calciatore decisivo di qualche tempo fa: la sua partita è un mix di cattiveria agonistica e talento che hanno permesso alla squadra di capovolgere il risultato. Un vero e proprio trascinatore. Bisevac sta pian piano convincendo anche i più scettici, anche se resta da valutare la sua tenuta fisica a lungo termine, mentre Cataldi si è finalmente sbloccato con una rete (la prima in Serie A) che corona una prestazione d’altissimo livello. Non può essere il vice-Biglia come vuole farci credere la società, ma può dare sicuramente il suo contributo a questa squadra. Ieri è stata anche la giornata di Erit Berisha, nel bene e nel male: un’uscita avventata dopo appena 4 minuti ha regalato il vantaggio agli ospiti con Cesar che si è inserito splendidamente approfittando della disattenzione dell’estremo difensore albanese. Il classe 1989 si è poi riscattato nel finale del match regalando un finale di partita tranquillo dopo aver ipnotizzato Paloschi dal dischetto, per il quarto rigore parato in stagione su 7.

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Terminiamo la nostra analisi con il mercato di riparazione, o meglio con il non-mercato: continua infatti l’immobilismo della società, confermato anche dal direttore sportivo Igli Tare prima del match di campionato. “Se ci saranno movimenti in uscita ce ne saranno anche in entrata” ha dichiarato l’albanese domenica. Al momento l’unica pista in uscita che potrebbe svilupparsi è quella di Onazi al Werder Brema, con il centrocampista argentino ex Udinese e Atalanta e ora al Malaga, Fernando Tissone pronto a prendere il suo posto nella rosa biancoceleste. Come può la società non rendersi davvero conto della necessità di acquistare un altro centrale difensivo e di un vice-Biglia da mettere a disposizione di Pioli? Evidentemente la stagione in corso soddisfa le aspettative della dirigenza, che ritene questa squadra ancora una volta “difficilmente migliorabile”…