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Ecco il Giorgio Chinaglia Stadium! Ma a New York…

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“Giorgio Chinaglia Stadium”a Belmont Park, zona di Long Island, la nuova casa dei New York Cosmos…

Forse alla fine il nome non sarà quello, perché “business is business” in tutto il mondo, figuriamoci nella patria del business e in una città come New York dove i club professionistici dei vari sport riescono a trasformare qualsiasi cosa in oro. Forse alla fine arriverà uno sponsor pronto a mettere nel piatto qualche centinaio di milioni di euro pur di abbinare il proprio nome a questo progetto, ma già solo l’idea che possa nascere un“Giorgio Chinaglia Stadium”, mette i brividi.

Le immagini di Pelé portato in trionfo dai compagni, ma soprattutto quelle di Giorgio Chinaglia che segna ed esulta, sono un tuffo nel passato ma al tempo stesso un collegamento con in futuro. Perché quello stadio creato al computer non è un progetto virtuale, ma un qualcosa di reale, di concordato con lo stato di New York: un affare da 400 milioni di dollari. E anche qui non si parla di soldi virtuali, ma di investimenti garantiti da una società appena rinata ma che può contare su un management pazzesco. Rifondati nel 2010 da un gruppo inglese con il supporto della Umbro, nel 2011 i Cosmos sono tornati ad essere una potenza grazie all’arrivo alla guida della società di Seamus O’Brien, un veterano dello sport business europeo, che ha portato con se in dote la Seta Sport, un gruppo saudita dai mezzi economici quasi illimitati.

Abbiamo valutato una serie di siti nell’area di New York City, poi la scelta è caduta su Belmont Park, un’area ottima per uno stadio, ben collegata e con ampi spazi per i parcheggi. L’idea è di iniziare a giocare nel nuovo stadio nel 2016. I fondi per realizzare il progetto ci sono. Creeremo 3.000 posti di lavoro, un parco per la comunità, aree commerciali e ristoranti dentro e fuori lo stadio ed un hotel, tutte cose richieste dallo stato per quell’area.

Fatti, non parole quelli di Seamus O’Brien. Oppure come direbbe qualcuno “non sogni, ma solide realtà”, visto che il progetto sta per decollare e i tempi di costruzione saranno rispettati. Perché da quelle parti le cose le fanno seriamente, come hanno dimostrato i New York Yankees che in 2 anni hanno costruito un impianto pazzesco ad un isolato dal vecchio stadio, al centro della città.

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C’è chi di stadio parla da nove anni senza aver mai prodotto uno straccio di progetto, se non un plastico per giustificare un business partito da 400 milioni fino ad arrivare a 800 milioni di euro, ma legato ad una sola area perché il vero intento non è costruire uno stadio, ma dar vita ad una mega-speculazione, realizzare l’affare del secolo trasformando dei campi buoni per pascolare le pecore in terreni edificabili. C’è chi invece, dopo aver rifondato nel 2010 un club che ha fatto la storia del calcio negli Stati Uniti, dopo appena tre anni lo stadio sta per costruirlo veramente, mettendo sul tavolo un progetto serio concordato con il comune di New York per un impianto futuristico da poco più di 25.000 posti (http://www.youtube.com/watch?v=gwShoOv9r0w#at=90) un vero gioiello del valore complessivo di 400 milioni di dollari. Soldi veri, non virtuali.

Elmont Town crossing, Belmont park, la nuova casa dei New York Cosmos. Quella negli intenti di chi a Long John era legato in modo viscerale (basta ricordare cosa fecero i Cosmos quando morì Giorgione e come lo ricordarono sul loro sito internet) dovrebbe diventare il “Giorgio Chinaglia Stadium”. Con la benedizione di Pelé, che di Long John fu compagno di squadra e amico. E noi, dopo nove anni stiamo ancora a carissimo amico, con un plastico a cui non ha mai fatto seguito un progetto e in attesa di una legge che chissà e se mai verrà varata dal parlamento. E intanto gli altri costruiscono e ci passano avanti. La Juventus ha già una nuova casa, l’Udinese ha appena iniziato i lavori e a giorni la Roma depositerà in comune il progetto del nuovo stadio che sarà realizzato da Parnasi sui terreni del vecchio ippodromo di Tor di Valle.

STEFANO GRECO – MILLENOVECENTO

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