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Berisha: “L’europeo? Un sogno”

Sempre titolare con la maglia dell’Albania il portiere biancoceleste Erit Berisha che dopo tanto sudore è riuscito insieme alla propria nazionale ha conquistare un posto a Francia 2026. Queste le sue parole a Lazio Style Radio 89.3: “Per noi era un sogno volare in Francia. Sono felice, abbiamo sofferto molto e giocato bene. Per tutti è stata una grande gioia. Al fischio finale dopo la partita contro l’Armenia, ci siamo riuniti in circolo per festeggiare. Per me era un po’ strano: contro la Serbia abbiamo perso, non l’ho presa benissimo. Con la qualificazione in tasca mi sentivo libero e ho detto ‘sì è successo””

Sicuramente il merito maggiore va all’allenatore italiano De Biasi che con grande personalità, in un ambiente molto difficile, ha conquistato l’accesso agli europei: “Lo rispetto tantissimo, come tanti altri personaggi chiave. Lui ha portato l’energia che mancava, ma non solo. È riuscito a creare un gruppo oltre che insegnarci tanto calcio. All’inizio nessuno credeva alla nostra qualificazione, nemmeno chi parla di pallone 24 ore su 24. Ci abbiamo sempre creduto, devo ringraziare tutti i tifosi, il mister, i miei compagni di squadra”.

Un Berisha che fa anche delle previsioni per i prossimi europei: “Andiamo lì per arrivare lontano, non solo per giocare 3-4 partite. Magari passiamo anche il turno”.

Anche i tifosi sono stati fondamentali nell’eroica impresa: “Ripeto, nessuno poteva immaginare un traguardo simile. Adesso è la realtà, è una grandissima soddisfazione. C’era tanta pressione, soprattutto dopo la partita conto la Serbia. Contro l’Armenia è stata la partita della vita ed ero concentratissimo. Cantare l’inno mi ha fatto tranquillizzare. Se ho pianto? Un pochino sì”.

Parole anche riguardo alla sua Lazio: “Se vedo quando sono arrivato rispetto ad ora, mi vedo migliorato. Lavoro al meglio. Il portiere è un ruolo particolare, per essere bravo bisogna giocare con continuità. Questo non mi succede, ma quando posso scendere in campo voglio dare il meglio per la Lazio e per i tifosi. Venivo dallo stadio di Kalmar, ora gioco all’Olimpico. Qui c’è più gente che segue il calcio e sono più pazzi, ma in senso buono (ride, ndr). Ci mettono passione, in Svezia sono più calmi. Per me giocare lì è stata una grande opportunità, ora è un’altra cosa. I rigori? Non li tiro più. Ho segnato anche in Europa League, in Coppa svedese, in campionato”.

Infine un pensiero anche sulle nazionali minori che giocheranno gli europei: “Il calcio non è più come prima. Se hai uno o due giocatori forti non fai più la differenza. Se giochi come squadra puoi fare male a tutti. È stata la nostra tattica che a quanto pare è servita. Voglio continuare al meglio e sono molto concentrato qui alla Lazio. Voglio fare tante cose in biancoceleste, anche per giocare di più. Poi vedremo”.