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Altra esclusiva Since 1900: stavolta parla Michelangelo Sulfaro

Questa volta ai nostri microfoni è intervenuto l’ex portiere della Lazio 1969-1970 e 1970 e 1971 Michelangelo Sulfaro, che ci ha parlato del momento dei biancocelesti e ci ha raccontato un aneddoto molto importante.

Cosa ne pensa della sconfitta in Supercoppa?

Queste sono partite uniche, può succedere di tutto, la Juventus è una grande squadra. Abbiamo tenuto il primo tempo ma non è bastato.

Quella che ha preoccupato di più è stata la condizione fisica …

La Lazio ha giocato tante partite ed andata in difficoltà, la preparazione va fatta completa in modo simile all’anno scorso dove la Lazio è andata molto forte grazie ad una preparazione adeguata.

Dopo la sconfitta sono iniziati i primi malumori da parte dei tifosi, forse bisogna fare qualche nuovo acquisto?

Purtroppo sono stati presi giocatori in prospettiva, ma la Lazio forse dovrà giocare la Champions League e bisognava prendere qualcuno di pronto. Poi magari succede come l’anno scorso che sono stati presi giocatori giusti e adeguati.

Cosa pensa invece del caso Biglia e Keita?

Keita forse è meglio che cambi aria visto il rapporto con l’allenatore e i nuovi arrivi in quel ruolo. Io mi sarei tenuto Mauri per la sua intelligenza tecnica e tattica. Per quanto riguarda Biglia se vuole andar via, che sia deciso e leale.

Cosa pensa della divisione della curva da parte del Coni?

Serve assolutamente a poco, ci sono altre soluzioni che potevano essere messe in atto, non certo questa. Si dovrebbe prendere esempio dagli stadi inglesi e spagnoli dove succedono pochissimi episodi.

Quali sono le differenze tra il periodo in cui ha giocato e il calcio di adesso, anche dello spogliatoio. Come si viveva il calcio prima?

Il calcio si viveva in una maniera totalmente differente, si lottava per un’unica maglia tutti insieme. Una maglia davvero unica. Un calcio più vero, uscivamo in mezzo alla gente dopo aver finito l’allenamento a Tor Di Quinto  sia prendendoci gli applausi che l’insulti senza lamentarsi e con tanta gioia. La rovina del calcio è stata la televisione e i procuratori. Lo spogliatoio era unico, uscivamo dall’allenamento e andavano a mangiare tutti insieme.

Come affrontavate gli avversari in caso di rissa?

A muso duro, se c’erano dei problemi tutti insieme lottavamo, sempre uniti. Quando nel settembre del 1970 affrontammo l’Arsenal nell’allora “Coppa del fiere” gli inglesi vennero da noi dicendoci “quando venite in Inghilterra vi meniamo”, non aspettammo un secondo e scoppiò una rissa incredibile. Lo facevamo sempre per quella maglia che tanto amavamo., anche se poi ho vestito anche la maglia della Roma  attraverso lo scambio con Pedrelli. Ma è stata una fortuna perché con lui la Lazio vinse lo scudetto nel 1974.