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Zarate: “Alla Lazio ho litigato con Kolarov”

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Mauro Zarate racconta il suo passato alla Lazio: dalla rissa con Kolarov al rimpianto di aver lasciato il club biancoceleste.

A distanza di anni, il nome di Mauro Zárate continua a evocare ricordi forti nei tifosi della Lazio. Gol spettacolari, talento puro ma anche un carattere mai banale.

L’ex fantasista biancoceleste è tornato a parlare della sua esperienza nella Capitale in un’intervista a Flashscore, raccontando aneddoti curiosi e confessando anche un rimpianto importante.


“Ho fatto a cazzotti con Kolarov”

Tra i momenti più particolari vissuti alla Lazio, Zarate ha ricordato un episodio che ha fatto sorridere molti tifosi:

“Ho litigato nello spogliatoio, queste cose succedono.
La più divertente è stata quella con Kolarov alla Lazio. Abbiamo fatto a cazzotti mentre andavamo verso lo spogliatoio”.

Il riferimento è al rapporto con Aleksandar Kolarov, altro personaggio dal carattere forte.

Ma come spesso accade nel calcio, tutto si è risolto rapidamente:

“Poi mi si è avvicinato, ha fatto una battuta e si è messo a ridere. I serbi sono così”.

Un episodio che racconta perfettamente lo spogliatoio di quegli anni: acceso, competitivo, ma anche capace di ricompattarsi subito.


Il rimpianto: “Non dovevo lasciare la Lazio”

Se da un lato Zarate ha raccontato con leggerezza gli episodi vissuti, dall’altro ha ammesso un rimpianto che pesa ancora oggi:

“Rimpianti? Sì, aver lasciato la Lazio”.

Una frase che colpisce, soprattutto considerando il talento che l’argentino aveva mostrato nei suoi anni migliori in biancoceleste.

Alla Lazio Zarate aveva trovato l’ambiente ideale per esprimersi, diventando rapidamente uno dei giocatori più amati dalla tifoseria. La sua partenza, però, ha segnato una svolta nella sua carriera, che non ha mai più raggiunto quei livelli di continuità.


Talento e carattere: il simbolo di una Lazio diversa

Zarate rappresenta ancora oggi un simbolo di una Lazio diversa: più istintiva, meno costruita, ma capace di accendere l’entusiasmo con giocate imprevedibili.

Il suo talento non è mai stato in discussione. Piuttosto, è stato il percorso a non essere lineare, tra scelte, carattere e opportunità mancate.

E proprio per questo le sue parole assumono ancora più valore: il rimpianto di aver lasciato Roma è anche la consapevolezza di aver perso il contesto perfetto per esprimersi.


La mentalità e il rapporto con gli allenatori

Nel corso dell’intervista, Zarate ha toccato anche un tema importante: il rapporto tra allenatore e giocatori.

“Se non convinci il giocatore, non sarai mai un buon allenatore”.

Un concetto chiaro, che sottolinea quanto sia fondamentale la componente mentale nel calcio moderno.

Secondo l’argentino, un allenatore deve saper trasmettere le proprie idee e coinvolgere i giocatori, altrimenti il progetto non può funzionare.


Conclusione

Le parole di Zarate riportano indietro nel tempo, a una Lazio fatta di talento puro e personalità forti.

Tra aneddoti divertenti e rimpianti sinceri, emerge il ritratto di un giocatore che avrebbe potuto dare ancora di più… soprattutto in biancoceleste.

Tu lo riprenderesti uno Zarate oggi? Oppure è stato un talento sprecato?
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