
I numeri non mentono.
La Lazio è oggi una delle squadre più vecchie della Serie A. E considerando che la Serie A è tra i campionati più “anziani” d’Europa, il dato diventa ancora più allarmante: la Lazio è, di fatto, una delle squadre più vecchie anche a livello internazionale.
Un segnale chiaro, che smonta completamente il famoso “progetto giovani” annunciato negli ultimi anni.
Il progetto giovani non è mai partito
Il piano di ringiovanimento, più volte evocato dalla dirigenza, è rimasto sulla carta.
Problemi economici, difficoltà di mercato, errori di valutazione. Ma c’è soprattutto un tema che la società non ha mai davvero risolto: il settore giovanile.
Perché un vero progetto giovani non parte dal mercato. Parte dal vivaio.
Un dato che fa riflettere: l’ultimo vero prodotto è Cataldi
L’ultimo giocatore cresciuto nel vivaio e diventato stabilmente protagonista in prima squadra è Danilo Cataldi.
Da allora, il vuoto.
Qualche parentesi, qualche comparsa, ma nessun vero talento strutturale portato in prima squadra. Un fallimento evidente, soprattutto se confrontato con altre realtà italiane.
Il confronto con gli altri club è impietoso
Mentre la Lazio fatica a produrre talenti, altre società continuano a farlo con continuità:
- la Roma sforna ogni anno giocatori pronti
- l’Atalanta investe e costruisce plusvalenze
- altri club valorizzano giovani da integrare subito
Il motivo è semplice: gli investimenti.
La Lazio investe circa 2,5 milioni l’anno nel settore giovanile.
La Roma ne investe circa 6.
L’Atalanta arriva a percentuali enormi del proprio fatturato.
Risultato?
Chi investe di più, raccoglie di più.
Il problema non è vincere, ma crescere
Attenzione a un punto fondamentale: nel settore giovanile vincere non è tutto.
Puoi anche vincere un campionato Primavera con giocatori più maturi fisicamente, ma non è quello l’obiettivo.
L’obiettivo è uno solo:
👉 portare giocatori in prima squadra
E su questo la Lazio è completamente ferma.
La gestione attuale non convince
Negli ultimi anni il settore giovanile non ha fatto passi avanti.
Anzi, la situazione è peggiorata:
- Primavera spesso in difficoltà
- Under poco competitive
- nessun talento lanciato
Il problema non è solo tecnico, ma strutturale. Serve una guida con esperienza, visione e capacità di scouting.
Serve un nuovo Bianchessi
In passato si era provato a rilanciare il vivaio con Mauro Bianchessi, ma il progetto non ha mai davvero preso quota.
Oggi serve ripartire da lì:
👉 un responsabile forte
👉 con esperienza
👉 capace di costruire un sistema
Un modello simile a quello che ha prodotto talenti come Donnarumma al Milan.
Il nodo Lotito: senza investimenti non si cresce
Il punto centrale resta sempre lo stesso: gli investimenti.
Claudio Lotito ha sempre mantenuto una linea chiara: contenere i costi.
Ma senza investimenti nel settore giovanile, è impossibile costruire un futuro solido.
Non servono cifre folli, ma almeno un aumento significativo del budget. Portarlo a 5-6 milioni sarebbe già un primo passo concreto.
Il paradosso: senza vivaio, il progetto giovani non esiste
Oggi la Lazio parla di giovani, ma li cerca all’estero.
Giocatori come Przyborek possono essere interessanti, ma non possono essere la base del progetto.
Il vero progetto giovani nasce da:
- settore giovanile forte
- scouting territoriale
- crescita interna
- integrazione in prima squadra
Senza questo, si resta fermi.
Conclusione
La Lazio ha davanti a sé una scelta cruciale.
Continuare con un progetto giovani “di facciata” oppure costruire davvero un sistema partendo dal vivaio.
Perché senza settore giovanile, non esiste futuro.
❓ Sei d’accordo? Il problema è davvero il vivaio o serve altro?
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