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Bisignani rilancia: “JP Morgan voleva la Lazio”. Nuovo affondo contro Lotito

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Luigi Bisignani torna all'attacco di Claudio Lotito e conferma i contatti con JP Morgan. Le sue parole riaccendono il dibattito sul futuro della Lazio.

Bisignani conferma tutto: “Il pour parler con JP Morgan c’è stato”

La polemica tra Luigi Bisignani e Claudio Lotito è tutt’altro che chiusa. Dopo la lettera pubblicata nei giorni scorsi e la successiva smentita ufficiale della Lazio, il noto editorialista è tornato sull’argomento intervenendo ai microfoni di Radio Radio.

Bisignani ha infatti ribadito la propria versione dei fatti riguardo al presunto interesse di JP Morgan nei confronti della società biancoceleste, sostenendo che il contatto ci sarebbe stato realmente.

«Si tratta di una trattativa di parecchi anni fa, confermata da chi ha seguito la questione per JP Morgan. L’offerta non fu formalizzata per iscritto, ma il pour parler ci fu e Lotito lo sa bene. La smentita della società è inutile e finisce solo per confermare la notizia. Con quel retroscena volevo solo dimostrare quanto il brand della Lazio sia appetibile per i grandi investitori mondiali».

Parole che arrivano pochi giorni dopo la dura replica della Lazio, che aveva negato qualsiasi offerta ricevuta per la cessione del club.

Il vero tema secondo Bisignani: il valore del brand Lazio

Secondo l’editorialista il punto centrale non sarebbe nemmeno la possibile trattativa con JP Morgan.

L’obiettivo del suo intervento sarebbe piuttosto evidenziare il valore e il potenziale del marchio Lazio, che nel corso degli anni avrebbe attirato l’interesse di diversi investitori internazionali.

Per Bisignani, la vicenda dimostrerebbe come il club biancoceleste possa rappresentare un’opportunità interessante per il mondo finanziario, a patto di adottare una strategia più aperta e moderna.

“Molti fondi si sono avvicinati alla Lazio”

L’attacco più duro riguarda però la gestione societaria di Claudio Lotito.

Bisignani descrive un presidente sempre più isolato e poco incline ad aprirsi a collaborazioni esterne.

«Il presidente si è isolato nella sua residenza sull’Appia e dentro il suo stesso partito, che ora è preoccupato per questa deriva. Molti fondi si sono avvicinati alla Lazio, ma scappano a causa delle sue richieste sproporzionate».

Un’accusa pesante che tocca uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni: il rapporto tra Lotito e i possibili investitori interessati alla Lazio.

Il modello Atalanta come esempio

Nel corso dell’intervento, Bisignani ha indicato anche quello che, a suo giudizio, dovrebbe essere il percorso da seguire.

«Il modello da seguire sarebbe quello dell’Atalanta di Percassi, capace di aprire la gestione a grandi società pur mantenendo l’identità. Nessuno vuole obbligare Lotito a vendere, ma dovrebbe collaborare con le migliori intelligenze biancocelesti anziché arroccarsi sulla sua famiglia».

Il riferimento è all’operazione che ha portato l’Atalanta ad aprire il proprio capitale a investitori internazionali mantenendo però una forte identità territoriale e sportiva.

Una soluzione che secondo Bisignani potrebbe consentire anche alla Lazio di crescere economicamente senza perdere la propria storia.

Il nodo Flaminio e il rischio stadio vuoto

L’editorialista ha poi affrontato il tema dello Stadio Flaminio, progetto sul quale Claudio Lotito continua a puntare fortemente per il futuro del club.

Pur riconoscendo le capacità imprenditoriali del presidente biancoceleste, Bisignani ha espresso dubbi sui tempi di realizzazione dell’opera e sulle conseguenze dell’attuale clima di contestazione.

«Lotito è un grande imprenditore e vuole unire la squadra alla costruzione del Flaminio per fare un grande colpo economico. Ma parliamo di un’opera che forse vedremo tra sei anni: possiamo andare avanti nel frattempo con questo clima e lo stadio vuoto? Un impianto senza spettatori è inutile».

“I tifosi sono esasperati”

La riflessione finale riguarda il rapporto tra la società e il popolo laziale.

Secondo Bisignani il rischio principale sarebbe quello di perdere progressivamente credibilità agli occhi dei tifosi.

«Oggi c’è il rischio di perdere credibilità e i tifosi sono esasperati da questo atteggiamento. L’unico politico in grado di consigliarlo era Berlusconi, mentre la famiglia Berlusconi oggi ha tagliato i fondi anche al Monza e non si occuperà della Lazio».

Una frase che fotografa il clima di tensione che da mesi accompagna il mondo biancoceleste.

Un messaggio a Lotito?

L’intervento di Bisignani rappresenta l’ennesimo capitolo di una vicenda che continua a far discutere.

Da una parte c’è la posizione ufficiale della Lazio, che respinge le ricostruzioni relative a possibili trattative per la cessione del club.

Dall’altra c’è la convinzione dell’editorialista che il problema principale non sia vendere o meno la società, ma la necessità di aprire la Lazio a nuove idee, nuove competenze e nuovi investitori.

«Spero che questo mio intervento serva da scossa per far tornare in alto l’aquila».

Una frase che sintetizza perfettamente il senso del messaggio lanciato da Bisignani e destinato a far discutere ancora a lungo il popolo laziale.



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