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Lotito ha detto no ad una offerta da 500 milioni?

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Lotito ha detto no ad una offerta da 500 milioni?

Le recenti rivelazioni emerse su Radio Laziale durante la trasmissione Morning Lazio hanno riacceso il dibattito sul futuro societario della S.S. Lazio. Secondo quanto riferito da Alessandro Zappulla, il presidente Claudio Lotito avrebbe rispedito al mittente un’offerta da circa 500 milioni di euro avanzata qualche anno fa. Un piano articolato che prevedeva una scalata quinquennale, la permanenza temporanea di Lotito alla presidenza e il supporto fondamentale per l’operazione Stadio Flaminio.

Perché Lotito dice no? Oltre il valore economico

La valutazione di 500 milioni, per una società con il centro di Formello ma con ricavi tra i più bassi delle “big” e un parco giocatori svalutato rispetto all’era d’oro di Milinkovic-Savic, appare oggi congrua, se non generosa. Eppure, il muro è totale. La motivazione, come sottolineato da Vittorio, non è solo patrimoniale:

  • Status Politico: La Lazio è il volano che ha trasformato un imprenditore privato in un Senatore della Repubblica. Senza il calcio, il peso specifico di Lotito nelle istituzioni e nei media crollerebbe drasticamente.
  • Il fattore Stadio: Lotito sa che con la posa della prima pietra di uno stadio di proprietà, il valore del club raddoppierebbe, rendendo i 500 milioni di oggi un ricordo lontano.

L’anomalia delle offerte segrete

Il punto cruciale sollevato è però un altro: perché queste offerte restano sempre nell’ombra? Se confrontiamo la Lazio con altri club (come la Juventus o le milanesi), notiamo una differenza abissale. Quando un fondo o un grande imprenditore vuole un asset, solitamente esce allo scoperto per mettere pressione alla proprietà o per rassicurare l’ambiente.

“Se un colosso come Barilla o un uomo come Pignataro volessero davvero la Lazio, perché non fare un comunicato ufficiale?”

La tesi secondo cui Lotito sia un “Grande Vecchio” intoccabile capace di distruggere chiunque lo sfidi pubblicamente vacilla di fronte ai fatti:

  1. I fallimenti politici sportivi: In FIGC, Gabriele Gravina lo ha spesso messo in minoranza, dimostrando che il potere di Lotito ha confini ben precisi.
  2. Gli attacchi politici: Personaggi come Renzi lo hanno attaccato frontalmente senza “sparire” dai radar.

Scetticismo o realtà?

È legittimo restare scettici. In un calcio globale dove i capitali stranieri (USA e Medio Oriente) cercano visibilità, il silenzio che circonda la Lazio è sospetto. Le opzioni sono due: o le offerte non sono mai state così concrete e strutturate come riferito dai rumors, oppure la clausola del “silenzio” è imposta da un venditore che non ha alcuna intenzione di sedersi al tavolo, fissando un prezzo volutamente fuori mercato per scoraggiare chiunque.

Fino a quando un compratore non ci metterà la faccia, la sensazione resterà la stessa: la Lazio, per Claudio Lotito, non è un’azienda da vendere, ma il piedistallo su cui è costruita la sua intera figura pubblica.



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